giovedì 23 febbraio 2012   
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Unione Espropriati Emilia Romagna
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L'UNIONE FA LA FORZA !!! Riduci

Molti di noi in prima persona o parenti, amici, conoscenti, hanno avuto a che fare con un esproprio.

La possibilità di essere espropriati per ragioni di pubblica utilità è prevista dall'art. 42, comma 3 della Costituzione, secondo cui: “La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d'interesse generale”.

Nella stragrande maggioranza dei casi avviene però che, a fronte della privazione di un bene anche primario della persona (come ad esempio la casa o l'azienda), sia riconosciuto un indennizzo modestissimo, irrisorio, addirittura offensivo. E per questi indennizzi chi li offre si trincera dietro il “bene comune”. Spesso però l'autorità espropriante è un soggetto diverso dal beneficiario dell'esproprio, e quest'ultimo può anche essere una ricca società che acquisisce sottocosto beni privati per realizzare opere che frutteranno milioni di euro.

L'espropriato è a tutti gli effetti il soggetto debole della procedura, frequentemente intimidito dal linguaggio forbito del funzionario di turno o ancora peggio, dagli “inviati speciali” dei concessionari. Questi soggetti promettono i soldi subito e prospettano, in caso di mancata accettazione delle briciole offerte (ma che loro dichiarano essere il massimo che si può ottenere), la necessità di dover attendere anni prima di poter prendere qualche spicciolo in più.

Ebbene, così non è!!!

La casistica degli “abusi” è sterminata: gli importi offerti possono essere ben lontani dalla giusta indennità; spesso ci si dimentica di informare che sugli importi corrisposti verranno operate trattenute fiscali sostanziose; anche i soldi promessi subito possono arrivare dopo anni se l'espropriato non si è tutelato con apposite clausole al momento dell'accettazione.

Fiumi di parole sono state spese per sostenere che l'indennizzo deve essere giusto e che deve corrispondere al valore venale (cioè di mercato) del bene. E si sono avute negli anni numerose sentenze della Corte di Cassazione, della Corte Costituzionale, della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo che hanno affermato con vigore i diritti degli espropriati. Con l'ultimo intervento del giugno 2011, la Corte Costituzionale ha sancito che anche i terreni agricoli devono essere indennizzati al valore di mercato (mentre prima l'indennizzo era parametrato ai ben più modesti v.a.m.). 

Oltre alle tematiche strettamente indennitarie, vitali soprattutto per chi perde la casa e deve trovare una nuova sistemazione, vi possono essere problematiche connesse a vizi procedurali nell'acquisizione delle aree e nella localizzazione dell'opera pubblica. Eccesso di potere, violazione di legge, mancanza di trasparenza amministrativa ecc. sono le patologie più frequenti che intaccano i procedimenti espropriativi.

Quello che conta è la conoscenza dei propri diritti, e la forza di tutelarli nelle sedi opportune, ossia in quelle idonee a far raggiungere l'obiettivo di una tutela efficace e concreta nel caso singolo, caso diverso da ogni altro. 

Il Comitato “Unione Espropriati Emilia Romagna” nasce in concomitanza con la realizzazione di grandi opere autostradali e di imponenti piani urbanistici, per fornire validi strumenti informativi a favore dei cittadini sottoposti a procedure espropriative inique e troppo spesso palesemente illegittime.

Il Comitato, anche tramite questo sito, si propone inoltre come punto di incontro e scambio di conoscenze tra quanti, a qualsiasi titolo, sono interessati alle procedure espropriative perché espropriati o comunque sensibili alle gravi implicazioni sociali della materia. Il Comitato regionale aderisce anche ad iniziative nazionali di sensibilizzazione e tutela degli espropriati per pubblica utilità.

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